Google lancia una nuova sfida per il tessuto imprenditoriale italiano: si chiama “AI per il Made in Italy” ed è l’iniziativa che promette di accelerare la trasformazione digitale delle PMI nei settori simbolo dell’eccellenza tricolore. Metalmeccanico, abbigliamento, arredamento e agroalimentare sono i primi ambiti coinvolti in questo programma ambizioso, nato per accompagnare le imprese nell’adozione consapevole e strategica dell’intelligenza artificiale.
Una risposta concreta al gap digitale delle PMI
Il contesto è chiaro: le PMI rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana, ma pagano da anni un pesante gap in termini di digitalizzazione e produttività. Solo il 5% di queste aziende, secondo le analisi, dispone di una strategia digitale realmente strutturata. Un limite che rischia di penalizzare non solo la competitività del singolo, ma l’intero sistema Paese.
Google, in collaborazione con il Politecnico di Milano, mette a disposizione il nuovo AI Smart Report, uno strumento gratuito pensato per misurare la maturità digitale di ogni impresa e suggerire le tecnologie AI più adatte tra le 177 mappate nello studio.
Formazione, consulenza e territorio: le leve del progetto
L’iniziativa prevede una serie di servizi su più livelli. In primis, la formazione: corsi online e in presenza – accessibili gratuitamente – coprono i temi dall’IA generativa fino al machine learning, pensati sia per manager e imprenditori che per studenti e lavoratori. Parallelamente, Google organizza consulenze personalizzate sia online sia attraverso veri e propri Spazi Interattivi temporanei dislocati sul territorio. Il primo appuntamento è stato a Bergamo, ma sono già in calendario nuove tappe (come Salerno in autunno).
Un’altra novità importante è l’attenzione all’impatto sociale: nell’ambito dell’AI Opportunity Fund di Google.org, è stato stanziato un milione di euro per sostenere lavoratori e comunità vulnerabili, promuovendo così un approccio inclusivo e responsabile alla rivoluzione digitale.
Quanto vale l’AI per l’Italia?
Secondo recenti stime, l’adozione diffusa dell’AI generativa potrebbe far crescere il PIL italiano di 150-170 miliardi di euro l’anno nei prossimi dieci anni (pari a un +8%). Ma attenzione: ogni ritardo rischia di costare caro. Si calcola infatti che un gap di cinque anni nell’implementazione potrebbe ridurre questo potenziale aumento a un misero +2%.
Cosa offre, in concreto, “AI per il Made in Italy”
L’articolato pacchetto di iniziative comprende:
- AI Smart Report per la valutazione gratuita e personalizzata delle tecnologie AI applicabili a ciascuna impresa
- Consulenze e demo pratiche su come l’intelligenza artificiale può migliorare processi, prodotti e servizi nei settori chiave del Made in Italy
- Corsi di formazione a diversi livelli, dal base all’avanzato, su Cloud, AI generativa e machine learning
- Eventi itineranti nei principali distretti produttivi per favorire il dialogo tra imprese, istituzioni e fornitori di tecnologia
- Fondi Google.org destinati a progetti ad alto impatto sociale
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Il programma si distingue per un approccio pratico, personalizzato e inclusivo: nessun costo di accesso, strumenti concreti e la possibilità di entrare in contatto diretto con esperti e realtà innovative. Per chi desidera mantenere la competitività sui mercati internazionali e cogliere le opportunità offerte dalla rivoluzione digitale, “AI per il Made in Italy” può rappresentare un vero punto di svolta.
A questo link https://bit.ly/AI_per_made_in_Italy è possibile trovare dei video corsi di approfondimento dedicati ai settori:
- Metalmeccanico
- Abbigliamento
- Arredamento
- Agroalimentare