Facciamo il punto sul turismo in Italia nel 2016 con i dati recentemente pubblicati dall’ISNART (l’Istituto Nazionale per le Ricerche Turistiche di Unioncamere).

A consuntivo nel 2016 le presenze nelle strutture ricettive sono state di circa 400 milioni. Un’analoga rilevazione nel mese di Ottobre dello stesso anno (dati Istat)  valutava le presenze registrate a quota 368,7 milioni, a testimonianza che è la stagione estiva quella che produce il maggior numero di presenze. Un dato complessivo comunque in crescita dal 2014 e che supera, finalmente, i livelli pre-crisi del 2007. Ma da dove arrivano i flussi turistici?

Nel 2016 la provenienza dei turisti nel nostro Paese è stata in prevalenza italiana, con un valore pari al 51,4% del totale, con quote rilevanti dalle regioni in prevalenza del Nord, fatta eccezione per il Lazio: Lombardia (14,4%), dal Lazio (11,4%), dalla Toscana (8,8%), dall’Emilia Romagna (8%) e dal Veneto (7,9%).

Anche i turisti stranieri sono in crescita costante dal 2010, e il loro peso è pari al 48,6% del totale. Provengono in maggioranza dalla Francia (18,2%), dalla Germania (17%), dalla Russia (13,5%) e dal Regno Unito (9,8%).

I dati mostrano che per una buona fetta non si è trattato di una visita occasionale nel nostro paese. Il 43,3% dei turisti che hanno svolto nel 2016 la vacanza in Italia ha effettuato, infatti, almeno 2 periodi di vacanza nel Bel Paese, (57,3% gli italiani, 28,5% gli stranieri).

L’identikit del turista in Italia nel 2016 si caratterizza per le seguenti dati anagrafici:

  • I turisti italiani sono maschi (57,9%) di età prevalente tra i 31 ed i 40 anni (31,7%) e da i 41 e i 50 anni (24,7%). Solo il 3,1% è giovane under20 ed il 19,3% tra i 21 ed i 30 anni, mentre l’8,5% è over60.
  • I turisti stranieri, invece, sono più adulti: il 28% tra i 41 ed i 50 anni ed il 26% tra i 31 ed i 40 anni. Solo il 2,5% è un giovane under20 mentre il 10,1% è senior over60.

Nel complesso si tratta di turisti con un titolo di studio medio alto, per il 59,5% di diplomati (63,6% gli italiani, 55,2% gli stranieri) e per il 30,6% di laureati (24,9% gli italiani, 36,5% gli stranieri).

Generalmente in posizione lavorativa di occupati (76,8%), per lo più operai qualificati e lavoratori autonomi gli italiani, mentre sono piccoli imprenditori e professionisti o tecnici gli stranieri; solo l’8,3% sono studenti ed il 6,1% ritirati dal lavoro.

La situazione economica dichiarata è media (51,3%) e medio alta (27,6%), sebbene sia alta per il 12% dei turisti stranieri.

Le ragioni che portano alla scelta della vacanza in destinazioni italiane sono diverse tra i soggetti italiani e stranieri. Gli italiani scelgono le mete nostrane per la ricchezza del patrimonio artistico e monumentale (24,4%), per visitare amici e parenti (14,7%) e per le bellezze naturali dei luoghi (14%).

Per i turisti stranieri la vacanza in Italia è motivata dalla ricchezza del patrimonio culturale ed artistico (22,3%), dall’unicità delle bellezze naturalistiche (17,4%), dagli interessi enogastronomici (13,8%).

Per tutti incide il desiderio di vedere luoghi mai visti (12% gli stranieri, 11,6% gli italiani), la possibilità di praticare uno sport (10,2% gli stranieri, 9,9% gli italiani) e la ricerca di relax (11,1% gli italiani, 6,8% gli stranieri).

Per quanto riguarda i canali di comunicazione sono il passaparola (49,3%) ed il web (39,5%) i canali della comunicazione che incidono sulle scelte di vacanza in Italia del 2016. In rete contano le info online (19,4%), le offerte commerciali su Internet (18,5%) e sempre più importanti i social network (15,1%) e le recensioni on line (11,5%).

Sono dati molto importanti su cui fare delle riflessioni che indirizzino adeguatamente le decisioni delle istituzioni e, soprattutto, degli operatori del settore. Se si vuole riconoscere il turismo come una delle future leve dell’economia italiana occorre che ad esso si applichino approcci strategici e politiche di promozione adeguate. Occorre innalzare il livello qualitativo dell’offerta e attuare un idoneo percorso di marketing che porti le imprese del settore a sfruttare adeguatamente le risorse a loro disposizione, sia in termini di territorio che di comunicazione. In particolare, investire sulle strutture fisiche, lesinando poi sulla comunicazione e sul ricorso a figure professionali è l’equivalente di abbattere i ponti sui quali i tanto attesi turisti dovrebbero passare per raggiungere le agognate mete delle loro vacanze.

 

(Fonte dati: www.impresaturismo.it)